La burla dei campanelli spaventa orso.

2015-06-22

Prof. Michele Corti
Appresa dall'Adige del 20 giugno 2015 la notizia che la Cassa rurale di Rovereto intende finanziare la distribuzione di campanellini "scaccia orso" ai bimbi che frequentano le colonie estive della Fondazione Museo civico di Rovereto mi corre l'obbligo di rilevare come tale iniziativa, al di là del suo contenuto demagogico (a sostegno del "pensiero unico" pro orso), esponga i ragazzi che si avventureranno sui sentieri nei boschi ad un ancor più gande pericolo inducendo l'illusione di essere in qualche modo protetti e dotandoli di uno strumento che può aumentare e non ridurre il rischio di incontro con orsi men che timidi e "vegetariani" (orsi che, purtroppo, esistono solo nella propaganda del servizio foreste della provincia).
La raccomandazione relativa all'uso dei campanelli non rappresenta altro che una misura palliativa mutuata dalle esperienze dei Parchi nazionali del Nord America (di superficie più ampia del Trentino), aree con un grado di antropizzazione pari a zero dove non sono esercitate attività agropastorali (essendo i templi della religione della wilderness). Ma nel contesto trentino, alpino, europeo il territorio è ancora (nonostante gli sforzi delle lobby ambiental-animaliste e dei poteri forti che le supportano) fortemente interessato dalle attività agropastorali.
Greggi ovicaprini, mandrie bovine, branchi di equini utilizzano pascoli in prossimità di aziende e di centri abitati come degli alpeggi, spesso sino al limite delle nevi perenni, delle rocce e dello stesso piano sommitale. Durante il periodo dalla primavera all'autunno i nostri animali compiono, spesso ancora a piedi, i trasferimenti dai villaggi ai maggenghi e quindi agli alpeggi. Custoditi dall'uomo o da "pastori elettrici" (recinti e reti con filo elettrificato alimentati da batterie), liberi di muoversi sulle ampie superfici dei pascoli di alta montagna, durante gli spostamenti diurni dal pascolo ai ricoveri o alle postazioni di mungitura i nostri animali hanno sempre appese al collo campani di diversa foggia e dimensione, dai grossi campanacci delle vacche da latte di maggior "prestigio" ai campanelli dal suono argentino e alle bubbole di agnelli, capretti e vitelli.
L'animale impara ad utilizzare queste "macchine sonore" per i propri scopi divenendo esso stesso uno "strumento musicale" mentre l'uomo continua ad utilizzare i campani (da quando esiste l'arte metallurgica) per individuare animali a lui invisibili perché celati dalla nebbia o nel folto della vegetazione arborea e perché imprimono un ritmo al pascolamento stimolando l'ingestione di foraggio e quindi le produzioni. Da tutti questi "strumentisti" animali si crea nel contesto del territorio agrosilvopastorale un "paesaggio sonoro" che gli orsi ben conoscono.Di certo guidati più dall'olfatto che dalla vista e dall'udito i plantigradi, in forza dell'intelligenza che li contraddistingue, hanno comunque imparato a distinguere nella sinfonia pastorale dei campani i suoni prodotti da animali più o meno numerosi, di maggior o minor taglia, di maggior o minor vigore. Acquisiscono sicuramente esperienza del suono dei campani quando inducono alla fuga gli animali che hanno avvertito mediante l'olfatto la loro presenza.
Il campanellino...segnale pavloviano di un ottimo pasto.
La premessa era necessaria per mettere a fuoco il fatto che gli orsi conoscono sin troppo bene il suono dei campani e dei campanelli, di ogni foggia e dimensione. Non c'è quell'effetto determinato nelle foreste nordamericane dal loro trillo sconosciuto e fastidioso. Ma c'è di peggio: l'orso ha imparato ad associare alla presenza del suono dei campani e campanelli quella di facili prede, di carne abbondante e disponibile senza rischio (stante la sciagurata politica che pone l'orso sul piedistallo dell'idolo intoccabile, del tabù).
Su questo punto ho inteso raccogliere il parere di uno specialista, il prof. Giovanni Mocchi, etnomusicologo (autore, tra l'altro, del volume "Campanacci, fantocci e falò. Riti agropastorali di risveglio della Natura". Regione Lombardia, 2014), il massimo esperto di campani, sia da pascolo che da uso rituale.

Ecco cosa mi ha scritto Mocchi su mio invito:

"Tutti i mammiferi sono in grado di apprendere velocemente l'associazione tra cibo e suono. Il famoso esperimento di Pavlov che ha dato origine alla psicologia dei riflessi condizionati, ha appunto dimostrato che il cane che ascolta ripetutamente un suono di campanella prima che gli venga offerto del cibo, secerne succo gastrico non alla diretta visione del cibo, ma fin dal momento del trillo della campanella. Per analogia, l'orso che preda un gregge, associa il suono delle campanelle delle pecore proprio alla possibilità di trovare cibo. Piuttosto che scacciare l'orso, dunque, le campanelle sono un segnale per attirarlo. Questa evidenza scientifica, che valse nel 1904 il premio Nobel a Pavlov, sconfessa drasticamente i fautori della proposta di regalare ai bambini una campanella per scacciare l'orso, che in tal modo correrebbero invece un pericolo ancora più grave, nell'essere associati a prede inermi. Gli 'esperti' della Provincia di Trento non fanno che innescare un pericolosissimo corto circuito. I genitori ne devono essere consapevoli.
L'unica evidenza storica dell'uso di campanelli e di campanacci per scacciare animali feroci si riscontra nei rituali di cacciata dell'inverno ancora persistenti in diverse parti d'Europa e Italia. In questi riti spesso c'è la presenza dell'orso, impersonificato da un uomo travestito, a fianco del quale uomini muniti di campanacci svolgono la funzione di ammansire le forze selvagge della Natura, di cui l'orso è sempre stato simbolo per antonomasia.
La trovata della Provincia non fa dunque che richiamare questo uso magico del suono, con il merito - inconsapevole - di dare continuità a tradizioni radicate nelle comunità alpine. Ma non è col mito che si può affrontare il problema dell'orso".

Non occorre aggiungere altro

Milano, 20 giugno 2015

Prof. Michele CORTI

Docente di zootecnia montana
Department of Food, Enviromental and Nutritional Sciences (DEFENS)
Università degli Studi di Milano
Ruralista
michelecrt@gmail.com

Subito lo spray anti-orso al peperoncino. Prima che sia troppo tardi !

https://drive.google.com/file/d/0B9jXgSdelYflWS1EZ21VWmV2R0k/view?usp=sharingNegli ultimi 12 mesi quattro persone sono state aggredite dall'orso in Trentino. L'ultima ha riportato gravissime lesioni.
Crediamo non si possa più pretendere che la gente vada in montagna inerme o armata solo di campanellini. La soluzione c'è e si chiama spray al peperoncino anti-orso, di dimostrata efficacia e largamente utilizzato negli Stati Uniti, in Canada e in altre parti del mondo. Tecnicamente è una cosiddetta arma non letale che causa solo un'irritazione temporanea e nessun danno permanente. In tal modo saranno salvaguardati anche gli animali.
Attualmente lo spray al peperoncino è di libera vendita solo nei flaconcini anti-stupro, inefficaci per capacità e gittata nei confronti di un orso.
Per questo abbiamo deciso di promuovere l'allegata petizione di legalizzazione dello spray anti-orso. Si allega anche la locandina pubblicitaria.

I moduli compilati andranno inviati all'avv. Mario Giuliano, titolare del trattamento dei dati, in Via IV Novembre 74, 38121 Trento. La prima colonna, che riporterá un numero progressivo, dovrá essere lasciata vuota. Potranno firmare tutti coloro che, inclusi stranieri e minorenni, ritengano pericoloso avventurarsi nei boschi trentini senza alcuna arma di difesa col rischio d'incontrare un orso malintenzionato, come purtroppo successo allo sfortunato Vladimiro Molinari lo scorso 10 giugno.

Il Prof. Giovanni Mocchi interviene sull'efficacia del campanellino.

2015-06-19

Il Prof. Giovanni Mocchi.
Su invito del Prof. Corti, lo specialista prof. Giovanni Mocchi, etnomusicologo (autore, tra l'altro, del volume "Campanacci, fantocci e falò. Riti agropastorali di risveglio della Natura". Regione Lombardia, 2014) e massimo esperto di campani, sia da pascolo che da uso rituale, da un parere relativamente all'efficacia del campanellino come deterrente ad un predatore vicino. Eccolo.

"Tutti i mammiferi sono in grado di apprendere velocemente l'associazione tra cibo e suono. Il famoso esperimento di Pavlov che ha dato origine alla psicologia dei riflessi condizionati, ha appunto dimostrato che il cane che ascolta ripetutamente un suono di campanella prima che gli venga offerto del cibo, secerne succo gastrico non alla diretta visione del cibo, ma fin dal momento del trillo della campanella. Per analogia, l'orso che preda un gregge, associa il suono delle campanelle delle pecore proprio alla possibilità di trovare cibo. Piuttosto che scacciare l'orso, dunque, le campanelle sono un segnale per attirarlo. Questa evidenza scientifica, che valse nel 1904 il premio Nobel a Pavlov, sconfessa drasticamente i fautori della proposta di regalare ai bambini una campanella per scacciare l'orso, che in tal modo correrebbero invece un pericolo ancora più grave, nell'essere associati a prede inermi. Gli 'esperti' della Provincia di Trento non fanno che innescare un pericolosissimo corto circuito. I genitori ne devono essere consapevoli.
L'unica evidenza storica dell'uso di campanelli e di campanacci per scacciare animali feroci si riscontra nei rituali di cacciata dell'inverno ancora persistenti in diverse parti d'Europa e Italia. In questi riti spesso c'è la presenza dell'orso, impersonificato da un uomo travestito, a fianco del quale uomini muniti di campanacci svolgono la funzione di ammansire le forze selvagge della Natura, di cui l'orso è sempre stato simbolo per antonomasia.
La trovata della Provincia non fa dunque che richiamare questo uso magico del suono, con il merito - inconsapevole - di dare continuità a tradizioni radicate nelle comunità alpine. Ma non è col mito che si può affrontare il problema dell'orso".

Orsa e due cuccioli dimorano a Ranzo...scorpacciando ciliegie.

2015-06-17
Non c'è tregua. Una vera e propria escalation quella dell'ultimo anno. Orsa e due cuccioli "pernottano" sui ciliegi di un privato nella periferia di Ranzo dove l'orso è di casa (2012 A, 2012 B, 2015). Quindi non solo i boschi del Trentino sono a rischio bensi gli stessi centri abitati. Le istituzioni che dovrebbero salvaguardare l'integrità delle persone dispongono di misure discutibili (tipo l'ordinanza di cattura dell'orso che ha gravemente ferito Vladimir Molinari nei boschi di Cadine), mentre il problema sostanziale rimane. Questo animale non è compatibile con l'elevato grado di antropizzazione del territorio trentino. Aspettiamo la tragedia ?


IL GOMBLOTTO (Parte II) !

2015-06-13

Ecco la seconda parte (qui la prima) de Il Gomblotto di Roberto Siconolfi.

Il Gomblotto (Parte II) !
di Roberto Siconolfi
Abbiamo un uomo che corre su un sentiero di montagna, a pochi metri da strade e centri abitati, con il suo fedele amico, un cane che divide con lui questo momento di pace e tranquillità.
Roberto Siconolfi
E' fortunato, perchè abitando in montagna, ha a portata di mano scenari naturali mozzafiato in cui immergersi, lontano dalla routine quotidiana e dallo stress del lavoro. E' lui, il suo cane con cui condivide volentieri questa esperienza e la natura che lo circonda.
Non imbraccia armi, non è la prima volta che corre su quel sentiero che conosce bene, la sua intenzione non è quella di dar fastidio agli animali ma solo di sentire sotto i suoi passi la terra, quella terra che gli permette di lasciar libera la mente di inseguire pensieri altrimenti sopiti.
Con tutta onestà, questa persona è da condannare perchè stà facendo quello che la stragrande maggioranza ritiene sia una attività salutare ? Ci riempiono le orecchie a 360 gradi che l'uomo non conduce più una vita salutare, che è diventato sedentario, mangia male, passa più tempo in auto che a curarsi della sua salute e del suo corpo ... poi ... si condanna un comportamento che dovrebbe essere proprio quello che medici, salutisti e quant'altro continuano a suggerire come viatico per una esistenza migliore ?
Come al solito, frange estremiste di movimenti pseudo-animalisti (più che tenere al benessere degli animali tengono al malessere degli esseri umani augurandogli le peggiori nefandezze) si schierano compatti nel puntare il dito accusatore verso la persona descritta sopra, come se fare quell'attività fosse la cosa peggiore dopo l'avvento del Nazismo. Io non so in che modo vivano quelle persone, ma personalmente mi fa invidia uno che quasi dietro casa ha la possibilità di un contatto così "intimo" con la natura.
Quindi non sarebbe dovuto andare a correre, ne portarsi dietro il cane (perchè anche lui potrebbe scatenare l'aggressità plantigrada), ma sopratutto, non doveva andare senza l'indispensabile campanellino, che non è la fatina di Peter Pan, ma l'elemento salvavitache verrà presto prodotto in migliaia di esemplari e venduto alla modica cifra di 6 euro dalla Provincia di Trento. Poco importa se dal suo racconto emerge che ha reagito all'iniziale spavento agitando le mani e mettendosi ad urlare, come fra l'altro suggerito tra gli espedienti per far scappare l'orso, sicuramente l'avrà detto per pararsi il culo. Si perchè i signori sopra citati parlano sempre illuminati da certezze incrollabili, forse hanno poteri divinatori che riescono a leggere la mente umana come un libro aperto, avendo accesso privilegiato alla sola e unica verità che guarda caso tende sempre ad accusare l'aggredito imputandogli di tutto e di più.
Paradossalmente è come se, sapendo che la strada asfaltata è frequentata da pericolossissime autovetture (migliaia di morti e feriti all'anno per incidenti), io la attraversassi lo stesso non indossando un giubbotto catarifrangente che mi renda visibile con ogni condizione di tempo e ora del giorno. Nel momento in cui dovessi venire investito, magari sulle striscie pedonali, mi si scaglierebbero pure addosso perchè reo di non essere rimasto a casa a frequentare posti più consoni a dei pedoni come il divano in salotto. Dispiace tirare in ballo un fatto tragico, ma quando a Roma poco tempo fa, un auto a velocità folle si è schiantata su delle persone uccidendo una donna (madre di due figli), non ho letto una levata di scudi contro questa poveretta perchè frequentava un postopericoloso come il ciglio di una strada, e non ho letto proclami di gioia quando il suo investitore, prima rinchiuso in galera, è stato rilasciato pochi giorni dopo ... eppure ... è quello che stà succedendo per l'attuale avvenimento.
Ovviamente la prima obiezione è che i due fatti sono completamente diversi, e non si può paragonare un guidatore assassino ad un orso spaventato che cerca di tutelare il suo territorio.
Ma siamo così sicuri che l'orso fosse spaventato ? Non avendo la versione dell'orso si possono solo fare delle ipotesi. L'orso ha timore dell'uomo per cui non lo attacca a meno di sentirsi minacciato, questa è l'asserzione più gettonata. Il racconto però narra di un attaccoalle spalle, quindi l'uomo non stava avvicinandosi all'orso proponendosi come una possibile minaccia, ma si stava allontanando. L'orso percepisce un pericolo in un essere che si stà allontanando da lui ?
Non lo sapremo mai a meno di non trovare il modo di far testimoniare l'orso, ma proprio per questo credo di non dire una eresia se cito l'articolo 27 della Costituzione Italiana riguardo la Presunzione di Innocenza, stà quindi a chi accusa tirare fuori le prove che l'attività che era in corso sulle pendici del Monte Bondone  ha portato ad un comportamento aggressivo dell'orso, in mancanza di quelle chi oggi stà vomitando ogni genere di insulto gratuito dovrebbe avere il pudore di starsene almeno zitto. Punto !

Secondo incontro ravvicinato con l' "orso di Cadine"

2015-06-13
Dopo appena mezz'ora dal tragico attacco dell'orso a Vladimir Molinari, Nicola Zanella, ancora ignaro di quanto successo, lo incontra a poca distanza. Per nulla spaventato (L'Adige).

Gravissimo attacco di orso nei boschi di Cadine, vicino a Trento.

2015-06-11



Tragedia prevedibile e da noi spesso annunciata. Siamo giunti alla resa dei conti. Dopo appena 10 giorni dall'ultimo attacco nei pressi di Zambana, altro gravissimo evento a Cadine, nei boschi ad appena 6km da Trento. Superflua ogni parola di fronte all'agghiacciante testimonianza del ciclista che lo ha soccorso. Stavolta la vittima e' Vladimir Molinari, 45enne di Cadine, rimasto sotto i ferri al Santa Chiara fino alle 4 del mattino (il Trentino) per l'intervento atto a medicare le numerose lesioni (La Voce del Trentino). Ancor piú agghiacciante il racconto della stessa vittima dell'aggressione. Come si vede dalla mappa, i luoghi dei due attacchi sono molto vicini, cosa che farebbe pensare che si tratti dello stesso orso.
Vladimir Molinari ricoverato all'ospedale S. Chiara di Trento..
Da parte nostra, non possiamo che insistere ancora una volta per invitare ad estrema prudenza  chiunque frequenti i boschi popolati dal plantigrade, oramai diffuso probabilmente in più di 70 esemplari in tutto il Trentino. Evidentemente il progetto Life Ursus è fallito e sfuggito di mano.



Intanto l'avvocato Mario Giuliano, oramai ottimo conoscitore di questo grave problema che affligge il Trentino ed artefice di diverse iniziative tra cui la richiesta ufficiale al Ministero degli Interni per la legalizzazione dello spray al peperoncino per cercare di difendersi da un attacco, interviene al riguardo.
L'avvocato Mario Giuliano.
"Lo scorso 7 giugno, appena una settimana dopo l'aggressione al 42enne Marco Zadra a Zambana, la provincia annunciava una campagna di informazione con arricchimento del sito istituzionale, stampa di volantini e apposizione di 150 cartelli di pericolo. Si tratta indubbiamente di una iniziativa gravemente tardiva dati gli eventi degli ultimi anni, e che però almeno cambia in qualche modo direzione rispetto alla propaganda da cartone animato di qualche anno fa che avevamo già avuto occasione di criticare. Al di là del fatto che le istruzioni della provincia sul comportamento da adottare in caso di incontro con l'orso sono largamente incomplete e a volte anche contraddittorie, si tratta comunque sempre di propaganda falsa e disinformativa. Infatti il presupposto ideologico della provincia è che l'orso non avrebbe mai comportamenti predatori nei confronti dell'uomo, e quindi con l'adozione di semplici comportamenti non vi sarebbe alcun pericolo. Ciò è del tutto falso, come ha da tempo dimostrato il prof. Corti, il quale da anni insiste perché la provincia dia un'informazione corretta, incontrando solo l'ostilità di Groff, il quale a questo punto sarebbe ora e tempo che si dimettesse, visto che difende solo il suo operato e non gli interessi generali".

Due attacchi ravvicinati nel tempo e nello spazio.
In data odierna il presidente della Giunta Provinciale ha adottato un'ordinanza di cattura e eventuale abbattimento dell'orso che ha aggredito Molinari (L'Adige).

A tal proposito l'avvocato Giuliano commenta: "Si tratta senz'altro di atto dovuto, date le circostanze. Interessante però notare che si ipotizzi che sia lo stesso orso che ha aggredito Zadra e si riconosca che quello di Zambana di dieci giorni fa è stato un attacco, e non un falso attacco, come si è irragionevolmente sostenuto fino a ieri. Quindi se all'indomani dell'aggressione a Zadra si fosse stati un pò più prudenti a tutela degli abitanti invece che a tutela degli orsi, l'aggressione a Molinari si sarebbe potuta evitare."



Nuovo attacco di orso a Zambana.

2015-05-29
Nuovo attacco di orso a Zambana, nei pressi di Trento. L'uomo, Marco Zadra, 42enne, ha riportato una profonda ferita da artiglio. Chiamato il 118, è stato condotto al Pronto Soccorso del Santa Chiara dove i medici lo hanno medicato con cinque punti interni e 8 graffette esterne. E' stato avvisato subito l'addetto servizio della provincia di Trento, che ha dichiarato che in zona non vi sono “orsi problematici” e che si tratta solo di un falso attacco, quindi non verrà disposta la cattura dell'orso. 

Di diverso parere l'avvocato Mario Giuliano, oramai veterano sul problema che affligge il Trentino negli ultimi anni. "La tesi del falso attacco - afferma l'avvocato - rientra nella usuale linea della provincia di minimizzare per evitare di prendere provvedimenti, ma si tratta di affermazione del tutto falsa. Infatti, in occasione dell'episodio di Zanella della primavera dell'anno scorso, avevo consultato due zoologi di fama mondiale i quali avevano senza mezzi termini escluso che si trattasse di falso attacco, qualificandolo invece come vero e proprio attacco. I dettagli li trovate qui. Pertanto l'episodio di Zambana non può in alcun modo essere qualificato falso attacco, visto che Zadra ha riportato una ferita da artiglio ed è stato insistentemente rincorso dall'orso lungo un precipizio."

L'orso gira indisturbato in Val di Sella e ne parlano solo i giornali veneti.

2015-04-17
Numerosi e recenti avvistamenti dell'orso sopra la Valsugana orientale nella zona sotto l'altopiano di Asiago, da Selva di Grigno a Vezzena passando per Cima Dodici e Val di Sella. E...i mezzi d'informazione trentini non ne parlano. Per fortuna lo fanno quelli dei loro vicini veneti. In attesa di ulteriori avvistamenti/testimonianze che riportino la presenza del pericoloso plantigrado, riteniamo doverso raccomandare alla gente di essere attenti e prudenti nel frequentare suddette zone e la montagna in generale.