2015-06-28

Ebbene
il WWF si esprime in generale favorevolmente rispetto alla nostra
iniziativa, però condendo questo consenso con talmente tanti distinguo
che lo riducono praticamente a un no.
Innanzitutto
è fuorviante dire che lo spray è un'arma. Tecnicamente si definisce
infatti "arma non letale" e causa solo una irritazione temporanea, che
mette in grado di non nuocere l'aggressore, sia esso umano o animale,
solo per un periodo di tempo relativamente breve, ma comunque
sufficiente per sottrarsi, e, quello che più importa in questo contesto è
dire che non causa danni permanenti.
Sono
stati fatti esperimenti di uso di spray anti orso al peperoncino contro umani che
hanno dato esito positivo nel senso che le cavie degli esperimenti non
hanno riportato danni permanenti. Esiste inoltre un antidoto che consente di far passare immediatamente l'irritazione in caso di uso maldestro o improprio.
Lo
spray anti-stupro contiene lo stesso identico principio attivo. La
differenza tra lo spray antistupro e quello antiorso è costituito solo
dalla capacità della bomboletta e dalla gittata. Per
l'uso improprio contro soggetti umani è però sufficiente lo spray
antistupro, il quale è di libera vendita e libero porto, quindi non si
capiscono le remore del WWF, né l'inerzia del Ministro.
L'unico
punto sul quale il Ministero potrebbe avere perplessità è il possibile
abuso del prodotto durante le manifestazioni di piazza. In tale
situazione la polizia è però dotata di maschere antigas e usa i
lacrimogeni, quindi non si vede il problema. Per garantire però la
tracciabilità sarebbe sufficiente imporre la registrazione del
nominativo dell'acquirente, circostanza già ipotizzata nella mozione.
![]() |
L'avvocato Mario Giuliano. |
Restringere
invece la possibilità di acquistarlo ai soli lavoratori della montagna
escludendo gli escursionisti, oltretutto imponendo un corso di
formazione del tutto pletorico, è solo un modo surrettizio per dire di
no facendo finta di dire di si. Ma la
cosa più interessante della presa di posizione del WWF è l'ammissione
che vi sono dei contesti nei quali l'orso aggredisce l'uomo, circostanza
fino a ieri negata. Pertanto accogliamo l'invito del WWF a un confronto pubblico sul tema.